Matsumoto Hōji (attivo nel tardo XVIII secolo, morto nel 1800) fu un pittore del periodo medio Edo, ricordato oggi soprattutto per una piccola xilografia di una rana che è sopravvissuta a quasi tutto ciò che si sa di lui.
Lavorò a Osaka, dove è documentato come incorniciatore e montatore di immagini oltre che come pittore. Della sua vita si conosce molto poco. Fu attivo durante le ere Tenmei e Kansei del tardo Settecento, e le fonti superstiti concordano sulla sua predilezione per rane e rospi, che si dice tenesse e osservasse da vicino.
Hōji dipingeva nella maniera libera e abbreviata associata allo schizzo a inchiostro, dove poche pennellate ben calibrate evocano un'intera creatura. I suoi soggetti prediligevano il piccolo e il trascurato: anfibi, insetti, piante. Era una pittura sommessa, lontana dai vivaci ritratti di attori e cortigiane che dominavano il mercato delle stampe della sua epoca.
La sua opera più celebre è la rana che appare nel Meika Gafu, un album di disegni tratti da pittori illustri pubblicato a Nagoya dall'editore Eirakuya Tōshirō nel 1814, dopo la morte di Hōji. La rana è ritratta di profilo, tondeggiante e immobile, su carta bianca. È un'immagine di grande economia: nessuno sfondo, nessuna narrazione, soltanto l'animale e lo spazio intorno.
Quella singola rana ha avuto una vita postuma che il suo autore non avrebbe potuto immaginare. Riprodotta ampiamente online e a stampa, è diventata una delle immagini animaliere giapponesi più diffuse, spesso condivisa senza alcun nome associato. Il contrasto tra la fama dell'immagine e la quasi-anonimità dell'artista fa parte del suo fascino duraturo.
Hōji appartiene alla vasta tradizione dei pittori del periodo Edo che trattavano il mondo naturale con umorismo ed economia, piuttosto che con grandezza. La sua rana resiste perché non chiede nulla: si limita a stare seduta, paziente e completa.
Se volete saperne di più sull'artista: Matsumoto Hōji - Wikipedia